Nato nel 1922 a Leningrado (oggi Pietroburgo), da una nobile e colta famiglia ebrea, il cui padre, Michail, era un noto avvocato, e la madre, Alexandra, dentista, Jurij Mihailovic Lotman (1922-1994) è uno dei maggiori esponenti della scuola semiotica sovietica e uno dei più grandi pensatori e studiosi del Novecento. Jurij Mihailovic non si considerava un semiologo puro ritenendosi, più propriamente, uno storico della cultura e, in particolare, uno studioso della letteratura e della cultura russa. Ma Lotman è stato molto di più.

Specialista della letteratura russa moderna e della cultura russa del Settecento e della prima metà dell’Ottocento, comparatista e filologo, impeccabile ricercatore d’archivio, intellettuale poliedrico, brillante oratore e scrittore prolifico, Lotman era apparso spesso anche sugli schermi televisivi russi ed estoni con la serie Conversazioni sulla cultura russa, andata in onda dal 1986 al 1991. Negli ultimi anni della sua carriera accademica, si interessa alla semiotica, inaugurando il filone di ricerca incentrato sullo studio tipologico delle culture, la semiotica della cultura. Fondatore della cosiddetta “scuola di Tartu-Mosca”, dal nome delle due città dalle quali provenivano la maggior parte dei suoi membri, Lotman ne diventa il caposcuola oltre che motore trainante. Quella che allora era un piccolo e sonnacchioso borgo di provincia, Tartu, oggi è diventata il centro intellettuale dell’Estonia e La Mecca per molti appassionati di semiotica e scienze umanistiche.

I genitori di Lotman, Aleksandra e Mikhail

Da giovane Lotman rivela una forte predisposizione per gli studi, ciononostante, non ebbe una carriera universitaria facile. Dopo aver intrapreso gli studi di filologia nel 1939 presso l’Università Statale di Leningrado, li interrompe, purtroppo, a causa della imminente seconda guerra mondiale. Nel 1940, a soli 18 anni, viene reclutato nell’armata rossa ed è in grado di riprendere gli studi universitari soltanto sei anni dopo, nel 1946. I migliori anni della sua giovinezza, dai 18 ai 24, vanno cosi’ perduti dovendo partecipare a debilitanti e insensate azioni militari, sulla cui inutilità avrebbe riflettuto soltanto negli anni successivi. Non per questo, comunque, i risultati ottenuti sono inferiori alle aspettative.

Juri Lotman, Peeter Torop, Igor Chernov. Photo courtesy Author Sergey Cherenkov Сергей Черенко

Benché Lotman sia considerato un maestro nel suo campo, come per i più lo è, non ci si pone, se non di rado, la domanda su chi siano stati i suoi maestri. Come si ricorderà, l’università di Leningrado annoverava, negli stessi anni in cui Lotman era studente universitario, un gruppo impressionante di intellettuali che ne fecero la punta di diamante della filologia europea. In questo contesto intellettuale ricco di stimoli, Lotman ha la fortuna di formarsi. Tra i nomi illustri dei professori della facoltà di filologia dell’università di Leningrado degli anni quaranta figurano G. Gukovskij, V. Propp, V. Zirmunskij, B. Ejchembaum, B. Tomasevskij, O. Freidenberg, A Riftin, N. Mordovcenko, solo per citarne alcuni, tutti grandi maestri alla cui scuola Lotman si forma.

Jurij Mihailovic si laurea nel 1950 con difendendo una tesi su Radishchev. Le sue origini ebraiche, tuttavia, non lo aiutano a trovare un impiego adeguato nella Russia sovietica e nel 1954 si trasferisce in Estonia, dove diventa prima titolare della cattedra di letteratura Russa presso l’Università di Tartu e poi, nel 1960, assume la carica di direttore del dipartimento di letteratura russa. Accanto alle sue doti intellettuali spiccano quelle organizzative che presto lo portano a creare intorno a sé una rete di studiosi moscoviti. Grazie a Lotman, infatti i legami tra Tartu e Mosca si intensificano e nel 1964 iniziano, nella quiete e nel silenzio dei boschi di conifere di Kääriku, centro sportivo dell’università di Tartu, le mitiche “Scuole estive sui sistemi modellizzanti secondarie” tenute a cadenza alterna fino al 1972.

Irina Avramets, Juri Lotman, Peeter Torop, Mihhail Lotman, Igor Chernov (Author Sergey Cherenkov Сергей Черенко)

 Le note vicende storico-politiche del periodo non agevolano gli spostamenti dello studioso in altri paesi che lo avrebbero accolto benvolentieri cosìcome la possibilità di incontri e collaborazioni internazionali è limitata. Quando muta la situazione, Lotman ha la possibilità di visitare, tra le altre cose, il nostro Belpaese. Memorabile rimane la sua partecipazione nel 1987 a Milano in occasione della riedizione del suo volume Tipologia della cultura (Bompiani), e nel 1988 al Salone del Libro di Torino, in cui si cimenta con il semiologo Umberto Eco nella discussione sul tema “Lo sguardo reciproco”. Acclamato da una folla oceanica, viene scambiato per lo scienziato Albert Einstein forse per via dei suoi lunghi baffi.

Articolo tratto dall’Archivio del Corriere della Sera.

Anche per l’Italia Lotman rimane il massimo punto di riferimento per chi voglia intraprendere lo studio della semiotica della cultura. I suoi testi, ampiamente tradotti, continuano ad essere pubblicati, discussi, letti e apprezzati.

Dipartimento di Semiotica, Tartu.

 Ogni anno, l’università di Tartu celebra l’anniversario di nascita dello studioso Russo organizzando un convegno a conclusione del quale viene attribuito un premio a due studenti che si siano distinti negli studi di semiotica e filologia russa.

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